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Il Padrino parte III

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Opere - Film, Libri e Videogiochi

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Altro: Il Padrino parte IV - The Family Corleone

Questa voce è tratta parzialmente, o totalmente, da Wikipedia.


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Informazioni Tecniche
Titolo Originale

The Godfather part III

Anno

1990

Durata

162'

Doppiatori
Staff


La politica e i criminali sono la stessa cosa.

- Michael Corleone a Don Tommasino, [fonte]


Il Padrino parte III (1990) è il secondo sequel de Il Padrino dopo Il Padrino parte II.

Il FilmModifica

TramaModifica

JoeyZasa1.jpg

Joey Zasa nell'ufficio di Michael Corleone.

New York, 1979. Michael Corleone, da anni tornato a New York, è ormai miliardario, e gode della fama di una persona rispettabile. Indebolito dal diabete, è impegnato in una sincera attività volta a guadagnarsi onorabilità sociale e a estraniare definitivamente la propria famiglia dal mondo della criminalità organizzata. L'ex boss è impegnato a garantire la sicurezza di sua figlia Mary, presidente onorario della "Fondazione Vito Andolini Corleone", impegnata nell'opera di rinascita culturale e sociale della Sicilia, e nella scelta di un successore. Cerca invano di convincere il figlio Anthony a lavorare con lui, ma il figlio, con l'appoggio della madre, sceglie di intraprendere la carriera di cantante lirico. Appoggiato dalla zia Connie, sorella di Michael, il nipote Vincent Mancini, figlio illegittimo di Sonny e irascibile e violento come il padre, entra al servizio dello zio. Ricevuta dall'Arcivescovo Gilday una bolla papale con un titolo onorifico conferitogli da Paolo VI in virtù delle sue opere benefiche, Michael investe seicento milioni di dollari nella Banca Vaticana, per entrare nella Internazionale Immobiliare e assumerne il controllo. La società è controllata dal Vaticano insieme ad altri ed è un affare assai lucroso che gli assicurerebbe un enorme patrimonio. Tale investimento serve all'Arcivescovo Gilday per evitare il rischio di una bancarotta fraudolenta causata dalle manovre di un gruppo di avidi uomini d'affari cattolici, tra i quali il banchiere svizzero Frederick Keinszig, e soprattutto Licio Lucchesi, un uomo corrotto del governo che in segreto controlla gli alti vertici del potere italiano. Michael scopre ben presto di trovarsi in un brutto impiccio. Forze occulte pongono ostacoli alla sua presa di controllo dell'Internazionale Immobiliare e Joey Zasa, boss di New York successore di Clemenza e Pentangeli, tenta di assassinarlo insieme ad altri boss durante una riunione ad Atlantic City, nel New Jersey, la capitale del gioco d'azzardo, dopo che ha annunciato di volersi ritirare dal gioco, per dedicarsi ai suoi nuovi affari, completamente legali e puliti. Mentre Michael ha una grave crisi diabetica, Vincent, con l'approvazione della zia Connie, uccide Joey Zasa, e la situazione della malavita newyorkese precipita nel caos. Giunto a Palermo per assistere al debutto nell'opera di Anthony, Michael scopre tramite Vincent, che ha finto di volerlo tradire, che Don Altobello era complice di Zasa ed è amico di Lucchesi, il quale vuole impedirgli di entrare nella Internazionale Immobiliare per mantenerne il controllo. Il Papa è l'unico che può esprimere il voto decisivo che permetta a Michael di assumere il controllo della società controllata dal Vaticano e alla morte di Paolo VI, Michael scopre che il nuovo papa, Giovanni Paolo I, ha deciso di ratificare il contratto con la famiglia Corleone, ma che nel contempo è in previsione un suo assassinio a breve termine.

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Vincent Mancini e Don Osvaldo Altobello.

Anche la vita di Michael è in pericolo, poiché Altobello assolda due sicari siciliani (Mosca e Spara) per ucciderlo. Quando Don Tommasino, suo vecchio amico e protettore, viene assassinato dal sicario, Michael comprende che tutto il suo operato per estraniarsi dal crimine è stato vano. Non potendo proseguire, cede il comando al nipote, che per l'occasione assume il nome di Don Vincent Corleone. La sera del debutto di Anthony al Teatro Massimo di Palermo, Vincent manda sicari a eliminare Licio Lucchesi, Frederick Keinszig e l'Arcivescovo Gilday, mentre Connie Corleone avvelena Don Altobello con dei cannoli. Il Papa muore misteriosamente (si suppone per opera dell'arcivescovo). All'uscita del Teatro Massimo, il sicario di Don Altobello quasi riesce a uccidere Michael, ferendo invece mortalmente la figlia Mary. Molti anni dopo la morte di Mary, nella villa dove visse con la bella Apollonia Vitelli, il boss si spegne sereno ma completamente solo.

CuriositàModifica

  • Questo film è ambientato nel 1979 e tratta della morte del papa Paolo VI e l'elezione di Giovanni Paolo I; in realtà nel 1979 erano già morti entrambi ed era già stato eletto Papa Giovanni Paolo II.
  • In questo terzo e ultimo film della saga dei Corleone, la storia di Michael si incrocia anche con gli intrighi vaticani: quelli dell'arcivescovo Paul Marcinkus, di Roberto Calvi, il banchiere di Dio, per arrivare al presunto assassinio di Papa Giovanni Paolo I, morto pochi giorni dopo aver aperto i dossier sulle finanze vaticane. Naturalmente queste vicende sono fatte evidenti attraverso personaggi di finzione perfettamente sovrapponibili ai loro omologhi, ma con nomi inventati (Gilday/Marcinkus) e mediante la ricostruzione puntuale di alcuni eventi (il finto suicidio di Keinszig/Calvi sul Ponte dei Frati Neri a Londra). Secondo quanto dice il regista Coppola la figura di Licio Lucchesi si identifica con la figura di Giulio Andreotti. Nota: la frase che Calò sussurra a Lucchesi prima di ucciderlo "il potere logora chi non ce l'ha" è attribuita a Giulio Andreotti. Vi sono inoltre altre coincidenze sui nomi scelti per il film che avvalorano queste corrispondenze con fatti e persone: ad esempio il nome di Lucchesi, Licio, è proabilmente ispirato a Licio Gelli, mentre il cognome Keinszig assomiglia a quello di Manuela Kleinszig (compagna di Flavio Carboni).
  • Era prevista la produzione di un quarto film della saga, che avrebbe raccontato il declino della cosca, in cui il protagonista sarebbe stato Vincent Corleone, novello boss, con una seconda storia ambientata nel passato, come nel secondo film, in cui il personaggio principale sarebbe stato il padre Santino, con un ritorno sulla scena di Marlon Brando e di Al Pacino. Tuttavia, con la morte di Mario Puzo, il progetto non iniziò mai.
  • Sofia Coppola ottenne la parte di Mary Corleone all'ultimo momento, dopo che Winona Ryder lasciò la produzione per motivi di salute.
  • Coppola voleva intitolare il film La morte di Michael Corleone, ma i produttori posero il loro veto, volendolo intitolare Il padrino parte III.
  • Don Tommasino doveva essere di nuovo interpretato da Corrado Gaipa, ma l’attore morì prima dell’inizio della produzione. Fu sostituito da Vittorio Duse.
  • Le scene ambientate a Corleone, in verità, furono girate a Forza d'Agrò, a Savoca e Motta Camastra, in provincia di Messina.
  • Altre scene molto importanti vennero girate nel Castello degli Schiavi che si trova a Fiumefreddo di Sicilia, in provincia di Catania.
  • Sofia Coppola appare nei tre film della saga in tre ruoli diversi: nel primo è Michael Francis Rizzi, figlio di Connie Corleone e Carlo Rizzi, nel secondo è un'immigrata presente sulla stessa nave che porta Vito Andolini a New York dalla Sicilia mentre nel terzo film è Mary Corleone, figlia di Michael Corleone.
  • Nella scena finale, il regista era indeciso sul come finire il capolavoro. Le possibilità erano due: o concludere il tutto come veramente è stato messo in atto, oppure finire con uno sparo improvviso di sottofondo per far capire che la trilogia sarebbe continuata.

Doppiaggio italianoModifica

  • La direzione del doppiaggio è stata eseguita da Manlio De Angelis.
  • Si può dire che Cesare Barbetti è rimasto "nel personaggio", nonostante l'assenza di Robert Duvall. Infatti doppia B.J. Harrison, il sostituto di Tom Hagen in qualità di segretario dei Corleone.

Trailer e intervisteModifica

Clicca qui per vedere i Trailer e le interviste ai protagonisti.

CastModifica