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Altro: Il Padrino parte IV - The Family Corleone

Questa voce è tratta parzialmente, o totalmente, da Wikipedia.


«Ragionerò con lui», insistette Corleone. Era destinata a diventare una frase celebre negli anni a venire. Era destinata a divenire la campanella di avvertimento prima di un colpo mortale. Quando, divenuto Don, chiedeva agli avversari di sedersi a ragionare con lui, essi capivano che l'ultima possibilità di risolvere un affare senza spargimento di sangue e senza morti.

- Il Padrino, [fonte]


Il Padrino (titolo originale The Godfather) è un romanzo scritto da Mario Puzo nel 1969 che narra le vicende di una famiglia italiana appartenente alla criminalità organizzata. Il romanzo, che ebbe uno straordinario successo editoriale non solo negli Stati Uniti ma anche in Inghilterra, in Germania, in Francia e in Italia, è stato adattato in tre film diretti da Francis Ford Coppola e sceneggiati dallo stesso Mario Puzo.

Il fondatoreModifica

Il Don era un vero uomo già all'età di dodici anni. Basso, scuro, magro, viveva nello strano villaggio dall'aspetto moresco di Corleone in Sicilia. Era nato come Vito Andolini, ma quando degli uomini misteriosi vennero per uccidere il figlio di colui che avevano assassinato, sua madre mandò il ragazzo in America presso degli amici. Nella nuova terra mutò il cognome di Corleone, per conservare qualche legame col villaggio natio. Fu uno dei rari atti sentimentali che ebbe mai a compiere.

- Il Padrino, [fonte]


TramaModifica

Parte primaModifica

New York, 1945. Il boss italoamericano Vito Corleone, in occasione del matrimonio della figlia Connie, riceve nel proprio studio molti italiani emigrati in America che invocano il suo aiuto. Essi richiedono il suo intervento in situazioni drammatiche, domandando per esempio di mandare alcuni uomini a picchiare a sangue gli stupratori delle figlie, di richiedere ai politici della sua rete di concedere la cittadinanza americana a giovani italiani prigionieri di guerra altrimenti condannati al rimpatrio lasciando le figlie senza marito, o chiedendo prestiti per aprire negozi. Don Corleone, formalmente conosciuto come il più potente importatore di olio d’oliva italiano in America, accetta tutte queste richieste di aiuto, ricordando a tutti che essi sono da questo momento suoi debitori, e che lui potrà rivolgersi a loro in qualunque momento.

Dopo il matrimonio, mentre lui si reca in ospedale ad assistere il morente di cancro Genco Abbandando, il suo consigliere in seno alla cosca e vecchio amico d’infanzia, invia Tom Hagen, il figlio adottato di origini tedesco-irlandesi, ora avvocato e facente funzioni di consigliere, a Los Angeles perché ricatti un potente produttore cinematografico, Jack Woltz, in modo da convincerlo ad affidare la parte principale di un film di guerra al giovane cantante Johnny Fontane, di cui il vecchio boss è padrino di battesimo. Don Corleone controlla molti uomini importanti del sindacato cinematografico, come per esempio il segretario Billy Goff. Come previsto, Jack Woltz nega questo favore, avendo un personale odio per Johnny Fontane, ma nella notte, Hagen, dopo essere stato ospitato nella fastosa villa del potente produttore, fa tagliare la testa del suo cavallo preferito, come avvertimento di ciò che Don Corleone potrebbe ordinare in caso di un secondo e ultimo rifiuto. Infuriato ma spaventato, Jack Woltz accetta di affidare la parte al giovane divo musicale. Johnny ha assoluto bisogno di questa parte nel film di Woltz, poiché la voce gli si sta abbassando a causa del troppo alcool e di altri vizi eccessivi a cui si è abbandonato da dopo il divorzio, causando la sua caduta come cantante.

Pochi giorni dopo, quando ha ormai ultimato di sistemare le promesse fatte ai propri debitori, Vito Corleone convoca un consiglio a cui fanno parte il figlio Santino, il primogenito e possibile erede al titolo di Don, e il figliastro Tom, ora di fatto consigliere a seguito della morte di Genco Abbandando, per discutere la proposta di Virgil Sollozzo, uno spacciatore di narcotici spalleggiato dalla famiglia di Phillip Tattaglia. L’uomo, famoso come un ricco e potente uomo d’affari, richiede un finanziamento pari a due milioni di dollari in contanti, e alcuni magistrati che i Corleone hanno dalla propria parte in cambio di una percentuale pari a cinquanta percento sul traffico che ne seguirà. Santino e Hagen sono convinti che il commercio di narcotici potrebbe rappresentare un passo in avanti per la famiglia Corleone, uno strumento per raddoppiare il già grande potere che il boss ha conquistato con il controllo sui sindacati, il gioco d’azzardo e il contrabbando di liquori e sigarette.

All’incontro con Sollozzo, in presenza dei capiregime Peter Clemenza e Salvatore Tessio, di Santino e Tom Hagen, Don Corleone rifiuta la richiesta, spiegando che se si immettesse nell’affare dei narcotici anche solo a livello di protezione e finanziamento, potrebbe perdere molti uomini politici e agenti di polizia che da tanti anni fanno da protezione alle sue attività illecite. Ma il figlio Santino, in uno scatto d’ira, si lascia scappare un commento che fornisce segretamente a Sollozzo un pretesto per iniziare una guerra tra gangster.

Pochi giorni dopo, Vito Corleone invia il terribile Luca Brasi, suo temuto ed animalesco esecutore, come spia nella famiglia Tattaglia, facendolo credere che sia scontento del trattamento subito negli ultimi giorni dai Corleone. Virgil Sollozzo intuisce che il reale proposito è scoprirne il punto debole, e fa uccidere Brasi prendendolo di sorpresa. Poco dopo, due sicari sorprendono Don Corleone all’uscita della Genco Pura Olive Oil Company, e gli sparano cinque proiettili. Portato d’urgenza in ospedale, il boss è ridotto in fin di vita, e il figlio Santino assume la guida della famiglia.

Noto come leader spietato e crudele, Santino scopre un traditore nella divisione di Peter Clemenza, il giovane Paulie Gatto, che ha ricevuto molte telefonate da Sollozzo per scoprire le abitudini di Don Corleone, al fine di poterlo sorprendere alla giusta occasione, e impartisce l’ordine di ucciderlo. Il giovane Michael Corleone, terzogenito di Don Vito, l’unico ad aver ripudiato un posto nell’organizzazione criminale paterna, si reca all’ospedale per trovare il padre morente, e scopre che gli uomini del Caporegime Tessio sono stati mandati via, e che Don Corleone è in pratica esposto a un nuovo attacco di Virgil Sollozzo. Santino e Clemenza assumono dei detective privati, ma prima che arrivino, Michael è aggredito dal capitano di polizia Mark McCluskey, un uomo corrotto da Sollozzo, che con un pugno gli spacca la mascella.

Con Don Vito al sicuro in ospedale, Tom Hagen e Santino Corleone si rendono conto che Virgil Sollozzo è un nemico molto potente, e che non può essere toccato finché è protetto dal capitano McCluskey. Michael, offeso dall’aggressione subita, convince tutti i familiari e gli agenti al loro servizio offrendosi di uccidere i due nemici. Egli è infatti sempre rimasto fuori dalla cosca, nessuno potrebbe mai sospettare di lui come assassino. Ma ciò lo costringerebbe a divenire membro permanente della criminalità newyorkese, e metterebbe i Corleone in pericolo poiché nessuno a New York ha mai toccato un agente di polizia. Sotto la guida esperta del caporegime Peter Clemenza, Michael impara a sparare con una pistola speciale. Tramite gli agenti di polizia corrotti, Santino scopre che l’incontro proposto da Sollozzo con Michael si trova in un locale del Bronx, dove Tessio e Clemenza provvedono a nascondere la pistola prima del loro arrivo. Michael riesce nel suo intento di uccidere Sollozzo e McCluskey, e, come pianificato, parte in nave alla volta della Sicilia, dove sarà protetto da Don Tommasino, un temuto e rispettato Don amico di vecchia data dei Corleone.

Parte secondaModifica

Johnny Fontane ha avuto uno strepitoso successo per via del film di Woltz, prossimo a uscire nelle sale cinematografiche. Il denaro che ha incassato gli permette di avere una villa con maggiordomi, e amanti occasionali a volontà. Tuttavia, seguendo il consiglio del suo padrino, si riconcilia con Virginia, la sua ex moglie, soprattutto per le due bambine di cui è padre. Il trentacinquenne divo viene visitato da Tom Hagen, il quale lo informa che Vito Corleone è in grado di fargli vincere l’Academy Award, garantendogli molte possibilità professionali future, e che si aspetta che diventi un grosso produttore cinematografico, più potente dell’ottuso Jack Woltz, che vanta la sua vicinanza con la Casa Bianca per via della sua propaganda in fatto di guerra. Fontaine si mette subito al lavoro, e ingaggia fin da subito il vecchio amico cantante Nino Valenti, divenuto un forte bevitore.

Parte terzaModifica

Si narrano le origini di Vito Corleone, nato a Corleone, in Sicilia, con il nome di Vito Andolini, alla fine del 1800. Suo padre viene coinvolto in un caso che viene portato di fronte al boss locale, che uccide in un assalto d’ira. Una settimana dopo viene trovato fatto a pezzi per colpi di lupara. Vito ha dodici anni, e viene ritenuto abbastanza grande da poter compiere una vendetta, e viene inseguito perché venga ucciso. La madre e i parenti lo mandano a New York, dalla famiglia Abbandando, presso la cui drogheria alimentare inizia a lavorare come garzone. Più tardi muta il proprio cognome in Corleone, per ricordare la terra nativa. A diciotto anni si sposa con una giovane siciliana appena giunta a New York, e in breve nasce il piccolo Santino. In occasione della nascita del secondogenito Federico, Vito Corleone viene licenziato dal Signor Abbandando a causa di Don Fanucci, esponente della Mano Nera, che impone il proprio nipote come garzone. Per pochi mesi lavora come operaio delle ferrovie, ma poi questo lavoro diventa sconveniente a causa della paga non sempre garantita. Un giorno viene avvicinato da Peter Clemenza, che gli chiede aiuto nascondendo una collezione di pistole. Pochi giorni dopo, per riconoscenza, Clemenza lo fa entrare nella propria banda, dedita a furti di tappeti e vestiti, di cui fa parte il giovane Salvatore Tessio, e riceve la mansione di guidatore degli autocarri. Quando la banda entra nelle mire di Fanucci, che impone il tributo, Vito Corleone trama la propria vendetta contro di lui. Convince i due soci a mandarlo di persona a pagare lo scarso tributo disponibile, insistendo sul fatto che intende farlo ragionare, ma invece trova il modo di ucciderlo a colpi di pistola. Nei giorni successivi, Vito Corleone viene visto come il salvatore del quartiere, e molti che prima pagavano il debito a Fanucci accettano la sua protezione. Sono soprattutto i conduttori del gioco d’azzardo. Corleone fonda la Genco Pura Olive Oil Company, di cui entra a far parte il vecchio amico Genco, e i nuovi compagni Tessio e Clemenza, che reclutano nuovi uomini. All’inizio, Vito Corleone è uno spietato uomo d’affari che brucia senza complimenti i concorrenti nell’importazione dell’olio d’oliva italiano. Ma, durante il Proibizionismo e la Depressione, tramite le conoscenze di Clemenza, entrò nel campo del contrabbando di alcolici provenienti dal Canada. Grazie all’operato di Genco Abbandando, viene avviato un sistema di corruzione che comprende la polizia e alcuni grandi avvocati. Nel 1933, terminato il Proibizionismo, si butta nel campo del gioco d’azzardo, per rispondere agli sconquassi che la revoca di tale situazione comporta. Entra in contrasto con Salvatore Maranzano, il potente gangster amico di Phillip Tattaglia, altro boss newyorkese a capo della rete di prostituzione della città, e di Al Capone, il boss di Chicago, a cui chiede aiuto immediatamente. Sembra una lotta impari, ma Corleone, che vanta molti rapidi informatori, batte i sicari provenienti da Chicago sul tempo, grazie all’intervento di Luca Brasi, che li cattura e uccide a colpi di ascia. Subito dopo, Maranzano viene ucciso dagli uomini di Tessio. I Corleone controllano il gioco d’azzardo, e avviano una rete di tributi e protezioni che contribuisce una rapida crescita all’impero criminale, che si estende al promettente controllo dei sindacati. Vito Corleone, il temuto Padrino, tenta di pacificare la malavita di New York, per rafforzare la propria posizione al suo interno, e avvia un’intensa attività diplomatica. Ma all’inizio delle trattative viene colpito nel torace da un sicario irlandese, e Santino prende il comando della cosca tra il 1935 e il 1937, dimostrandosi un capo crudele e sanguinario, avvalendosi della consueta ferocia di Luca Brasi. Don Corleone, guarito dalle ferite, porta avanti la sua missione di pace fino al 1939, quando firma la pace e l’unità con le principali famiglie degli Stati Uniti, e con i vari gruppi ancora in guerra, consolidando la posizione di boss italoamericano più potente e rispettato.

Parte quartaModifica

A seguito dell’uccisione di Mark McCluskey e Virgil Sollozzo, nel 1947, tra le cinque famiglie di New York scoppia una guerra feroce. Nessuna ha conservato le proprie protezioni legali e politiche, mentre i Corleone stanno guerreggiando per mantenere il controllo sul gioco d’azzardo, attaccato dai Tattaglia. Carlo Rizzi, il marito di Connie, si da al bere, e diviene violento con la moglie incinta, attirandosi gli scoppi d’ira di Santino. Don Corleone, a seguito delle operazioni affrontate, ritorna a casa, ma non può riprendere ancora il controllo degli affari di famiglia. Mentre si reca a casa del cognato per vendicarsi dei maltrattamenti subiti dalla sorella, Santino cade in un'imboscata tesa dai nemici della famiglia, e viene ucciso a colpi di mitragliatrice.

Parte quintaModifica

Vito Corleone, ripreso il comando degli affari, richiede una riunione con i boss siciliani di tutti gli Stati Uniti, deciso a trovare una soluzione diplomatica per scongiurare la guerra. Durante il convegno, astutamente, giura che non intende vendicare la fine di Santino, temendo per la vita di Michael, e scopre che Phillip Tattaglia è stato spalleggiato prevalentemente dal boss Emilio Barrese, altro boss di New York. La cupola approva il commercio di droghe, e Don Corleone accetta di fornire protezione legale e politica, secondo la vecchia richiesta di Virgil Sollozzo. In realtà, questa riunione è importante per i Corleone, poiché Don Vito intende tastare il terreno sotto i piedi, e assicurarsi che il figlio Michael ritorni in America dopo aver scaricato su un altro la colpa dell’omicidio del poliziotto McCluskey.

Parte sestaModifica

Michael, in Sicilia, in cui è protetto da Don Tommasino, esplora le campagne in lunghe passeggiate, nelle quali è assistito dai fidi guardaspalle Fabrizio e Calò. Soprattutto, apprende molte cose sulla Sicilia, e circa la storia e l’ordinamento di Cosa Nostra, arrivando a comprendere meglio gente come Peter Clemenza e Luca Brasi, uomini che incarnano la violenza così come se l’è sempre immaginata. Un giorno incontra la giovane Apollonia Vitelli, figlia di un locandiere rispettabile, e la sposa. Tuttavia, come Don Tommasino aveva presagito insieme a Vito Corleone in America, il matrimonio permette a troppa gente sospetta di conoscere l’identità del giovane rifugiato, e l’anziano boss ne ordina l’immediato trasferimento. Tuttavia, l’automobile di Michael viene sabotata, ed esplode appena l’innocente Apollonia, che proprio in questi giorni sta imparando a guidare, gira la chiave per metterla in moto. Creduto morto, Michael viene trasferito in una casa di montagna di Don Tommasino, il quale lo informa che il padre Vito è riuscito a produrre prove false con cui un condannato a morte, prossimo all’esecuzione, viene creduto responsabile dell’omicidio di Virgil Sollozzo e Mark McCluskey. Ora può partire per New York.

Parte settimaModifica

Sei mesi dopo essere tornato a New York, Michael assume la guida della famiglia Corleone, con la benedizione del padre, che si ritira ormai vecchio e stanco. Dopo un’incertezza iniziale, si ricongiunge con Kay Adams, la sua ex fidanzata, che sposa. Il novello padrino compie ripetuti viaggi a Las Vegas, dove il fratello Federico è stato mandato come gestore di un piccolo giro di hotel e casinò. Entra in conflitto con l’elegante gangster Moe Greene, che rifiuta di cedere la propria attività ai Corleone, precisando di avere l’appoggio di Don Emilio Barrese. In realtà, Michael ha in progetto l’eliminazione di Moe Greene, poiché ha mancato di rispetto alla famiglia Corleone prendendo a schiaffi Federico in pubblico, formalmente per una questione di ordine del locale, ma in realtà per motivi di affari. Tornato a New York, Michael destituisce Tom Hagen dal titolo di consigliere, indirizzandolo alla mansione di avvocato legale a Las Vegas, dove la famiglia intende traslocare, e annuncia che entro sei mesi Peter Clemenza e Salvatore Tessio possono mettersi a capo di proprie famiglie. Il giovane boss cova il piano segreto di eliminare i boss delle cinque famiglie di New York, vendicando così la morte di Santino e Apollonia, recuperando la posizione di rispetto e potere che la famiglia Corleone ha perduto ai tempi di Virgil Sollozzo. Soprattutto, Michael è al correte che Barrese proporrà un incontro, con il proposito di assassinarlo, tramite un intermediario, un traditore in seno alla famiglia. Il piano dovrebbe scattare entro un anno, ma il vecchio Vito Corleone muore d’infarto una domenica mattina, nel proprio orto.

Parte ottavaModifica

Tramite Al Neri, Rocco Lampone, e gli agenti di Clemenza, Michael porta a termine l’eliminazione dei boss rivali in affari prima del meeting mortale con Emilio Barrese. In questa successione di brutali omicidi, viene eliminato pure il caporegime Salvatore Tessio, il traditore alleato dei Barrese. L’ultimo a morire per ordine di Michael è Carlo Rizzi, marito di Connie, che viene strangolato da Clemenza. Dalle proprie indagini, infatti, Michael ha scoperto che Carlo è stato la guida dell’assassinio di Santino, facendolo uscire di casa preso dall’ira. Gli uomini al casello autostradale che lo hanno assassinato erano uomini di Emilio Barrese, che aveva abilmente ricattato Carlo.

Parte nonaModifica

La famiglia Corleone è divenuta la più potente della criminalità italoamericana. Viene ultimato il trasferimento della famiglia nel Nevada, dove Michael diventa proprietario di una ditta di costruzione, e dimostra interesse per i comitati politici locali. Peter Clemenza diventa boss subentrato ai Corleone. Kay Adams Corleone aspetta un altro figlio di Michael, il terzo, e si infuria con Michael, di cui ha intuito la parte di mandatario nell’esecuzione del marito di Connie Corleone. Furiosa col marito, abbandona assieme ai figli la casa di Long Island, dove lei e Michael vivevano assieme a tutta la famiglia Corleone, tornando dai propri genitori nel New Hampshire. Verrà fatta tornare sui propri passi da Tom Hagen, che le spiegherà come Michael non avesse altra scelta se non agire come aveva fatto. Lasciare in vita Carlo e Tessio avrebbe significato lasciare potenziali traditori vivi, cosa che avrebbe potuto mettere in pericolo la stessa Kay ed i loro figli. Saputo ciò, la donna tornerà dal marito, riconciliandosi con lui.

Personaggi principaliModifica

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